lunedì 21 luglio 2014

Se è Eunomico… Universale buon governo a tutti






Capita spesso di avere chiaro in mente un concetto talmente semplice e corretto che non necessita di una spiegazione, si potrebbe dire è lapalissiano.

Così, quando si vorrebbe spiegarlo ad altri ci si trova, per contro, in una sottile difficoltà, per un motivo, se ci pensate bene, piuttosto assurdo: è così facile e chiaro che sentiamo una pulsione quasi doverosa a complicare le cose per renderle comprensibili.

Un peccato veniale che porta ad ingarbugliare una matassa avendo un solo filo lineare.
Chissà come mai la nostra mente costruisce leziosi pastiche rococò su architetture di equilibrio naturale, che non hanno bisogno di orpelli ad agghindare la loro bellezza perfetta.
Ed eccoci qui, anche noi, di fronte a questo dilemma: dire.

Se ci pensate che dovremmo dire? “Eunomica” già racchiude tutto, significanti e significati, nella sua definizione etimologica, e quindi, che aggiungere?

Nulla.
Però, qualcosa bisognerebbe pure dire, magari per rassicurare chi si sente in diffidente soggezione davanti a questo aggettivo sostantivato arcaicamente innovativo.

E allora parole, slogan, e “avanti Savoia”, la penna scivola e la mente corre, cerca la meta essenza, ma la sua essenza, atavicamente l’idea dell’equilibrio naturale è parte della catena del nostro DNA, non ha bisogno di trascrizioni complicate.

Semplicemente richiede uno sforzo solo, innescare le connessioni creative per mettere in pratica il perfetto sistema socio economico figlio della cultura, del dire, del pensare e del fare.

L’elica deve mettere in moto la reazione che porta il semicerchio, quando si è fortunati, o la linea, quando i tempi sono carenti come questi, a completarsi in un cerchio, l’universale moto dell’energia creativa e generativa.


Cosa chiedere ad Eunomia, in sintesi a noi stessi? 
Di arrivare al nocciolo della questione per trovare in concreto la giusta via e metterla in circolo, davvero.