mercoledì 16 luglio 2014

Intervista a Roberto Esposito




Founder e CEO di DeRev


Volete spiegarci in due parole cos’è esattamente De Rev e com’è nato?

«DeRev è un active media e una piattaforma Web che ti consente di trasformare le tue migliori idee in Rivoluzioni capaci di generare innovazione.
Su DeRev puoi fare crowdfunding, raccolta firme, streaming web, puoi interagire con gli altri per lanciare, sostenere, perfezionare, finanziare, diffondere progetti e iniziative per il cambiamento.
La Social Innovation si realizza grazie ad attività nei settori di arte e cultura, business e tecnologia, politica e democrazia, associazioni e gruppi, cause e attivismo, azioni di massa: le categorie in cui DeRev classifica le sue Rivoluzioni
L’idea nasce alla fine del 2011, quando la mia esperienza nel settore dei social media e i miei risultati in alcune campagne virali – culminate con due Guinness World Record e altri record internazionali – oltre alla osservazione del panorama mondiale, con fenomeni di massa come la prima elezione di Obama e la Primavera Araba, mi hanno stimolato a cercare di mettere a sistema le immense energie potenziali del Web al servizio di cause positive e propositive. Quale sistema migliore che puntare sulle idee – anzi sulle migliori idee degli utenti – e trasformarle in vere e proprie Rivoluzioni?
Insieme a due Web developer che sono diventati anche co-founder (Antonio Mottola e Fulvio Sicurezza) abbiamo cominciato a lavorare sullo sviluppo della piattaforma. Loro hanno abbandonato il proprio impiego fisso per tuffarsi nell’avventura.
Mentre si definiva il concept e la infrastruttura cercavamo finanziatori, e il 3 agosto del 2012, dopo quattro mesi di trattative agguerrite e cinque offerte da venture capitalist e incubatori, abbiamo chiuso più rilevante operazione di early stage mai siglata in Italia, ottenendo 1,25 milioni di euro per una quota di minoranza della società da parte di Vertis, un importante fondo di venture capital. Oltre a ciò abbiamo chiuso anche la partecipazione all'investimento di un gruppo di prestigiosi business angel, tra cui Giulio Valiante (Jobrapido, Buongiorno, Vitaminic, Saldiprivati) e Michele Casucci (Lycos Italia, Certilogo), riuniti nel brand Withfounders. Nell’ottobre 2012 abbiamo lanciato le preiscrizioni, con 100.000 utenti che hanno aderito; nel novembre 2012 abbiamo creato una landpage per lo scouting dei progetti e il 31 gennaio 2013 la piattaforma è stata inaugurata».

Il vostro portale è totalmente gratuito: Uno spazio dedicato alla creatività che lascia a tutti l’opportunità di poter proporre, comunicare, sostenere e realizzare un’idea, attraverso le connessioni interattive e la partecipazione sociale diretta.
Come riuscite a far funzionare un sistema così complesso gratuitamente?

«DeRev investe nella capacità degli utenti di immaginare un mondo nuovo e di lavorare con impegno e passione per realizzarlo, offrendo la possibilità di costruire gratis la propria Rivoluzione, usufruendo della sua struttura, del marketing che effettua, dei consigli per rifinire il progetto, di un luogo virtuale dove poter interagire con gli altri per migliorare l’idea, degli strumenti per raccogliere fondi e firme.
La vera risorsa è l’utente.
Rivoluzioni Generali e Rivoluzioni Petizione sono completamente gratuite.
Per le Rivoluzioni Crowdfunding la pubblicazione è gratuita, e solo nel caso in cui un progetto raccolga effettivamente i fondi necessari allora l’utente riconosce a DeRev una percentuale che varia dal 3% al 9%, a seconda della tipologia di crowdfunding scelta.
Il modello di business è poi completato dalla pubblicità, ed è quindi legato al traffico generato».

L’idea di poter iniziare una “Rivoluzione” partendo da un gesto semplice come la registrazione in un portale dedicato è molto interessante, soprattutto perché agisce su tre livelli: l’informazione su un canale indipendente; il crowdfunding; la petizione.
In Italia questo tipo di sistema, imperniato sulla partecipazione attiva sul Web, è davvero, oggi, una possibilità nuova e concreta per far circolare buone idee e progetti innovativi  in grado di far crescere la creatività?

«In un momento storico come questo - in cui la crisi ha ‘chiuso’ i canali tradizionali del business legato alla creatività artistica e imprenditoriale - i modelli di revenue si stanno diversificando, come insegnano libri come ‘Free’ di ChrisAnderson (già autore del celebre La coda lunga, che spiegava come ogni prodotto o servizio potesse trovare una sua nicchia in un mercato estremamente frastagliato).
Crowdsourcing e crowdfunding – con un accento sul concetto di crowd, una folla partecipe e coinvolta – sono i meccanismi elettivi per amplificare la creatività e i suoi frutti. 
Accade in tutto il mondo, quotidianamente. Dobbiamo solo convincercene fino in fondo».

In Italia esiste una paralisi creativa e di azioni multilivello che blocca di fatto il sistema, mentre nel sostrato sociale si muove un fermento attivo di idee che spinge verso il superamento della situazione critica contemporanea per una crescita sostenibile, attraverso la compartecipazione attiva e il cambiamento di rotte consolidate.
Di fatto, però, a differenza di altre realtà non riusciamo ancora a far diventare le buone idee, le buone prassi e gli esempi positivi modelli da imitare e da sostenere. 
Pensate che DeRev possa diventare uno dei volani per innescare il giusto cambiamento?

«Gli stimoli a ‘fare’ e gli impulsi a ‘voler fare’ sono molti, anche se in Italia siamo ancora in una fase di approccio rispetto a una simile filosofia.
Noi crediamo fermamente nella social innovation come volano di sviluppo economico e sociale.
Le tendenze vanno però interpretate e fatte interpretare nella maniera giusta.
Stiamo predisponendo una serie di progetti per la divulgazione e la diffusione della filosofia e delle pratiche legate alla partecipazione. 
Si tratta del DeRev Lab, un laboratorio di progettazione itinerante che andrà nelle Università, negli incubatori e in tutti i luoghi in cui sarà possibile riunire  soggetti interessati a generare cambiamento. 
DeRev si propone come la piattaforma della comunità degli innovatori, in tutti i campi.
Il primo appuntamento è previsto per lunedì 08 aprile all’Università di Salerno, per un laboratorio-evento con oltre cento studenti da diverse Facoltà. 
L’obiettivo è far loro pubblicare progetti già nel giro di pochi giorni, se non di ore».

A volte avere una buona idea è più semplice che sapere come metterla in circolo, farla crescere e realizzarla. 
Il Web offre molte risorse, anche gratuite, ma non sempre si è in grado di utilizzarle al meglio, o nel modo giusto, si rischia di disperdere più che di concentrare e di far crescere. 
Oppure, non si hanno le idee chiare sul cosa fare per proporla e farla conoscere.
Potreste, attraverso l’esempio dei vostri case history più riusciti, dirci quali sono i passi giusti da fare per proporre nel modo più funzionale una buona idea perché abbia successo?

«Siamo molto attenti a non generare illusioni in tutte le aree della piattaforma dedicate all’orientamento e all’assistenza degli utenti.
Ci raccomandiamo con tutti perché non pensino che basti pubblicare un progetto e lasciarlo a vegetare sulla piattaforma lasciando che siano gli utenti a ‘fare’ tutto.
Innanzitutto effettuiamo un controllo preventivo sui progetti per valutarne il grado di innovatività, poi forniamo a quelli più promettenti delle vere e proprie consulenze informali perché possano affinarli secondo le modalità più efficaci per garantirne visibilità, attrattività e funzionalità.
Poi sta a chi pubblica un progetto seguirlo, aggiornare costantemente gli utenti, coinvolgere la sua comunità di amici, fan, parenti, per costituire la base necessaria a regalare all’iniziativa una dimensione realmente positiva, tale che possa poi attrarre e motivare tanti altri.
Lanciare una Rivoluzione su DeRev è un vero e proprio lavoro, da portare avanti con passione e impegno. 
Come tutte le grandi avventure, in particolare quelle che si propongono di cambiare il mondo».

Quanto e perché è importante la Cultura per valorizzare l’innovazione e per rivoluzionare un sistema in crisi?

«La cultura e in generale il settore delle industrie creative sono la risorsa più importante per la costruzione dell’economia postindustriale, nei paesi occidentali ancor più che in quelli del resto del mondo. Lo dicono tutti i documenti ufficiali dell’OCSE, della Unione Europea, dell’UNESCO, dell’UNCTAD.
Si parla molto dell’Italia detentrice di oltre il 70% del patrimonio culturale mondiale, ma l’importante è capire come sfruttare questo immenso giacimento materiale mettendolo a sistema con le energie immateriali dei tanti creativi che abbiamo nel nostro paese.
DeRev spera di riuscire a far emergere questo patrimonio trasversale tra il tangibile e l’intangibile promuovendo la social innovation in tutte le sue declinazioni».

Sulla base della vostra esperienza diretta qual è o quali sono gli elementi chiave del successo di DeRev e quali i suoi punti “critici” da migliorare?

«Su entrambi i versanti l’unica risposta possibile è quella che dovrebbe dare ogni start up: impariamo costantemente, ogni giorno, da quello che accade.
Evolvere è un dovere quotidiano.
Fermarsi a decretare il proprio successo anche solo per un attimo significherebbe perdere tempo prezioso.
Il miglioramento - la tensione al miglioramento - è il nostro ossigeno e insieme al nostra aspirazione più profonda.
In un mondo velocissimo chi si ferma è perduto». 









B. Saccagno