mercoledì 16 luglio 2014

Intervista a Luca Giorcelli



Intervista a Luca Giorcelli

Ideatore e Co-fondatore di Quag



 “Quag, the interest network”: di cosa si tratta, qual è il suo funzionamento e quali sono i suoi obiettivi?

«Quag è il social network “utile” che va oltre la cerchia dei nostri amici, per connetterci con altre persone a partire dai nostri interessi. 
Perché? 
Per risolvere dei dubbi, imparare cose nuove, per il piacere di condividere la propria conoscenza e per emergere come esperti.
Lanciato a marzo 2013, in questi primi mesi di attività Quag ha sviluppato gli algoritmi necessari per individuare gli interessi delle persone e per farle interagire. In pochi mesi si è creata un’appassionata community di “Quaggers” che si scambiano informazioni e idee, discutendone animatamente (a differenza di un semplice Q&A).
Ma Quag non è un mondo chiuso: tutti i contenuti sono indicizzati dai motori di ricerca e diventano patrimonio sul Web, perché il nostro obiettivo è di facilitare e stimolare quanto più possibile lo scambio in Rete dei contenuti più importanti, quelli filtrati ed elaborati dall’esperienza umana, quelli che vivono nella mente, nei ricordi e nel cuore delle persone».

Quando e come ha avuto origine l’idea che si è poi concretamente trasformata in 
Quag?

«Oggi sui Social ci connettiamo con chi conosciamo o con chi ammiriamo. 
Sono connessioni che ci fanno passare il tempo, magari ci divertono, ci informano ma non ci offrono un dialogo su ciò che ci interessa.
 Il social web, per come si è sviluppato negli ultimi anni, tende a renderci selfie esibizionistici in cerca di approvazione. E nell’intento di piacere agli amici finiamo per dimenticarci di ciò che ci interessa davvero.
Invece noi siamo i nostri interessi, che sono diversi ed eterogenei: a me interessa il deltaplano, l’alimentazione naturale e la fisica nucleare, a te lo yoga, i film giapponesi e magari anche l’emicrania. 
Sì, perché gli interessi non sempre sono piacevoli, ed è anche per questo che condividerli sui social amicali spesso non produce dialogo.
In questa prospettiva nasce Quag».

Si dice che in Italia la crisi paralizzi il sistema imprenditoriale, che mancano idee e le capacità per realizzarle, voi, invece, dimostrate l’esatto contrario: un progetto tutto italiano, creato con capitali privati e attivo sul nostro territorio. 
Questo prova che se l’idea è buona e se ci lavora con passione anche qui tutto è possibile. 
Ma cosa significa realizzare un progetto innovativo in Italia, quali sono le difficoltà e quali, se ci sono, i vantaggi?

«Non siamo incorsi in nessuna particolare difficoltà, se non un’eccessiva burocratizzazione di determinati processi, difficoltà comune a tutte le imprese che operano in Italia.
Il vantaggio è quello di essere italiani, cresciuti in un paese dalla cultura millenaria che può essere considerato anche un vantaggio competitivo».

Quanto pesa il digital divide italico sulla competitività per i progetti di Web Economy e quali sono le azioni che, secondo la sua, la vostra, personale esperienza, il nostro governo dovrebbe intraprendere da subito per dare maggior slancio all’ITC ed ai progetti innovativi come Quag?

«Le tre principali azioni a nostro avviso potrebbero essere:

  1. Insegnare ad innovareGià a scuola i ragazzi devono imparare che i buoni progetti nascono da tre semplici domande: Qual è il problema? Qual è la soluzione? Perché ora?
  2. Demistificare le idee. L’idea da sola non basta, occorre allocare i soldi sui progetti dotati di road-maps realistiche e coerenti.
Adottare una visione internazionale, o quanto meno europea. I progetti nati in Silicon Valley hanno volumi di attenzione da 20 a 40 volte superiori, con velocità di raggiungimento della massa critica di gran lunga più alta».

La vostra è una piattaforma di interscambio di “saperi” fra gli utenti, che possono postare una domanda, ricevere risposte e votare quelle migliori. 
Sulla base dei vostri dati quali sono le categorie di utenti più attive e partecipative, o, più semplicemente, chi sono i maggiori fruitori del servizio?

«In questi primi mesi di attività si sta formando una base utenza molto eterogenea, segnale che un social network più utile che esibizionistico è in grado di attrarre l’interesse del pubblico. Vedendo i dati di utilizzo comunque emerge una presenza femminile leggermente superiore a quella maschile inoltre i più attivi e partecipativi sono gli utenti che discutono in particolare di musica, libri, psicologia, videogiochi e salute».

 “Quag è una piattaforma collaborativa dove puoi accrescere la tua reputazione online rispondendo alle domande della community” quali sono i suggerimenti che darebbe agli utenti di Quag per trasformare la loro presenza sulla piattaforma in un reale strumento per il proprio percorso lavorativo, un “porfolio on line” che metta in evidenza le capacità e la professionalità di ognuno?

«La reputazione online è la moneta del futuro. 
Il riconoscimento on line delle proprie competenze e capacità avrà sempre più valore e sono in aumento le aziende che fanno scouting direttamente dalla Rete. 
Quag è un habitat che si sta sviluppando rendendo protagonisti coloro che sanno e vogliono condividere il loro sapere.
Il consiglio quindi è di iscriversi con il proprio nome e presidiare gli argomenti in cui ci si sente competenti, inserendoli da subito tra gli interessi durante la semplice registrazione del proprio account
Stiamo lavorando alacremente per creare una classifica tematica che dia visibilità ai più bravi e presto renderemo il profilo dell’utente molto più articolato per evidenziare le expertises».

Il Web sta progressivamente riducendo l’uso corretto ed esteso della lingua italiana a vantaggio di stringhe di parole sempre più sintetiche per esprimere contenuti complessi, invece Quag pone particolare attenzione alla costruzione lessicale delle domande, che devono essere chiare e ben formulate. 
Perché avete scelto di adottare un sistema di domanda articolata, e quanto questo è importante per dare maggiore sviluppo alle interazioni ed alla qualità delle risposte?

«Qualche settimana fa abbiamo rilasciato una nuova versione del nostro modello di interazione, che noi chiamiamo Q&D (question and discuss), differente dal Q&A tradizionale (question and answer) perché lascia più spazio all’interazione.
Crediamo infatti che sia la discussione, più che la risposta senza possibilità di replica, a generare conoscenza, approfondimento e appagamento. 
Ma pensiamo di spingerci oltre, osservando il quotidiano utilizzo del servizio da parte degli utenti, riteniamo sia arrivato il momento di allargare la libertà di discussione, non necessariamente partendo da una domanda.
Pensiamo quindi di lasciare libertà all’utente di postare anche una propria recensione, un editoriale, e altri formati propedeutici all’interazione costruttiva con chi condivide lo stesso interesse».

Vuole farci una SWOT di Quag, quali sono i suoi punti di forza e quelli di debolezza, da valorizzare e potenziare per trasformarli in potenzialità?

«Quag è il primo social network nativamente basato sugli interessi e questo è il suo elemento principale di forza. Attorno a questo asset si concentrano i vari elementi distintivi del servizio:

  • Quag ha la capacità di aggregare sinonimi e interessi correlati anche espressi con parole differenti, quindi utenti interessati ad esempio a Pop Art sono automaticamente messi in connessione con chi è interessato a Andy Warhol.
  • Quag opera con un grafo degli interessi molto evoluto: interpreta automaticamente cosa ti interessa, quanto ti interessa e se ti interessa come “esperto” oppure perché vuoi saperne di più.
  • Quag è l’habitat dove sviluppare discussioni su ogni tipo di argomento senza frammentazioni, senza dover cercare il forum pertinente oppure la giusta fan page.
  • Quag sta sviluppando un algoritmo di gamification avanzato per la gestione della reputazione dei suoi utenti e dei suoi esperti nelle varie tematiche.
  • Tutti i contributi di discussione su Quag sono indicizzati dai motori di ricerca diventando patrimonio sul Web facilmente accessibile.
Il maggior punto di debolezza, abbastanza fisiologico per un servizio nato da pochi mesi, è la difficoltà nella scalata per il raggiungimento di una buona massa critica di utenza».

Quali sono gli step per il futuro, immediato e prossimo, di Quag e cosa si augura?

«Dalla prima versione rilasciata il 21 Marzo 2013, non abbiamo mai smesso di progettare e implementare novità per rendere sempre più piacevole, coinvolgente e semplice l’utilizzo di Quag.
La nostra road-map è piuttosto rovente anche per l’inizio del nuovo anno.
Siamo appena usciti con Quag-in il componente aggiuntivo per Chrome e per Firefox che integra Quag con Google ma anche con altri ambienti di ricerca, per trasformarli in ambienti collaborativi dove poter chiedere oltre che cercare. 
Con Quag-in infatti è possibile fare social search oltre che su Google anche su Bing, Yahoo! ed istella, inoltre puoi fare social shopping, potendo chiedere consigli per i tuoi acquisti a chi è interessato agli stessi prodotti, direttamente su Amazon ed eBay.
Stiamo lavorando al completamento della App ufficiale per rendere Quag ancor più integrata con lo smartphone che abbiamo sempre in tasca.
Prossimamente introdurremo le classifiche degli esperti perché vogliamo dare visibilità ai più bravi attraverso vere e proprie classifiche tematiche.
Crediamo infatti che chi si dimostra meritevole e apprezzato dalla comunità in Quag debba poter essere valorizzato sia a proprio vantaggio per il personal branding che a vantaggio della comunità stessa.
Stiamo inoltre definendo l’algoritmo di affinità, un sistema per collegare le persone che agiscono e pensano con grande similarità. L’affinità è una forza relazionale potente almeno quanto l’amicizia ma a differenza di quest’ultima è un territorio ancora inesplorato nel social network». 









B. Saccagno