mercoledì 16 luglio 2014

Intervista a Virginio Stragliotto




Referente operativo di Fondazione Mediolanum Onlus




Quando è nata la vostra Fondazione e quali sono stati i motivi che vi hanno portati a dedicarvi all’infanzia in difficolta?

«Fondazione Mediolanum è una Fondazione privata che nasce nel 2002 con l’intento di intercettare ed analizzare le richieste di finanziamento che dal terzo settore venivano rivolte alla Banca.
Fino al 2005, la Fondazione si è occupata un po’ di tutto: dall’arte, all’invalidità, da progetti in Paesi in via di sviluppo ai problemi di anziani e bambini nel nostro Paese. In questa prima gestione mancava un filo conduttore o meglio una mission che rendesse l’azione della Fondazione coerente ed omogenea.
Nel 2005 si è pertanto deciso di mettere le risorse della Fondazione al servizio dell’infanzia in condizioni di disagio, indirizzo, questo, fortemente caldeggiato dal Presidente Esecutivo Sara Doris, sensibile al tema dell’infanzia in quanto madre di 5 figli.
Fondazione Mediolanum da allora seleziona progetti di Enti no-profit a favore dell’infanzia in condizioni di disagio in Italia e nel Mondo, finanziandoli sulla base delle proprie disponibilità. Per ampliare la propria base erogativa, la Fondazione ha chiesto ed ottenuto l’attribuzione della qualifica Onlus (gennaio 2012), che le consente di effettuare attività di raccolta fondi a favore dei progetti degli enti partner.
Dal 2005 al 2013, Fondazione Mediolanum Onlus ha finanziato 184 progetti in Italia e in altri 28 Paesi nel mondo erogando complessivamente circa 7 milioni di euro».

La vostra Fondazione “si adopera per educare alla libertà, affinché i bambini di oggi possano essere gli adulti liberi di domani.” in Italia e nel mondo. 
La crisi contingente e prolungata ha sicuramente influito negativamente, e con maggiore pressione, sui soggetti più deboli all’interno della “catena” sociale.
I bambini che vivono, oggi, situazioni di disagio si trovano di fronte un futuro incerto e labile. Sulla base della vostra importante esperienza a sostegno dell’infanzia disagiata, potreste farci una fotografia dei bisogni primari da soddisfare, oggi, per garantire un buon futuro ai bambini disagiati?

«L’infanzia costituisce la fase più delicata della vita di una persona
Tutto quello che la persona sarà da grande deriva da come trascorrerà questa fase della sua vita, nella quale l’apporto degli adulti (genitori, educatori, insegnati) è fondamentale.
Un bambino da solo non può uscire dalla difficoltà o dal pericolo. 
Gli adulti per questo motivo hanno una grande responsabilità nei confronti dei bambini: devono dare amore e protezione, tenendoli lontani dalla violenza e dall’odio. 
Solo così da grandi questi bambini potranno dare a loro volta amore e solidarietà rendendo il mondo un posto migliore.
Ci sono Paesi nei quali i bisogni dei bambini sono basilari (cibo e vaccinazioni) in altri invece in cui si deve lottare contro l’incuria e l’abbandono.
L’Italia, colpita dalla crisi globale, sta uscendone più lentamente rispetto ad altri Paesi, per questo nel 2013 abbiamo destinato molte risorse a favore di progetti italiani (15 progetti sui 28 finanziati sono nel nostro Paese) senza tralasciare i progetti all’estero, perché non bisogna mai dimenticare che ci sono posti nel mondo in cui il nostro aiuto fa la differenza tra la vita e la morte di un bambino».

Quali sono le principali linee di intervento e di sostegno della Vostra Fondazione?

«Nel sostegno all’infanzia, Fondazione Mediolanum Onlus sceglie progetti su diversi ambiti di intervento quali l’assistenza, la scuola, la sanità, la ricerca e i diritti».

Fra le tante vostre importanti iniziative rivolte alle associazioni ve ne una è molto interessante dedicata alla nutrizione ed al sostentamento dell’infanzia disagiata: Nutriamo il futuro; volete raccontarcela in dettaglio?

«Per il bando del 2014 “Nutriamoil Futuro” abbiamo scelto il tema della nutrizione che non si sostituisce agli ambiti sopra indicati ma li abbraccia tutti. Per questo agli Enti che hanno partecipato, abbiamo chiesto di puntare molto sulla nutrizione nella presentazione del loro progetto.
Questo tema resterà valido non solo per il 2014 ma anche per il 2015, anno dell’EXPO
Il bando ha caratteristiche di assoluta novità per il terzo settore.
Il processo che porterà a decretare i progetti finanziati si compone di 3 fasi.

1)      Dal 24 al 31 marzo gli Enti hanno presentato i loro progetti inserendoli nell’apposito gestionale che è stato creato all’interno del sito della Fondazione.
2)      Dal 1 al 4 aprile sono stati scelti 20 progetti ritenuti più in linea con il bando e pubblicati sul sito della Fondazione.
3)      Dal 7 al 30 aprile tutti gli utenti della Rete hanno potuto votare il loro progetto preferito.

Ogni utente aveva a disposizione 5 voti che poteva ripartire come riteneva opportuno.
Al termine della votazione si determinerà une classifica definitiva e i primi 3 progetti classificati riceveranno nell’ordine € 150.000, € 70.000 euro e € 30.000».

Quali sono gli elementi salienti che vi spingono ad adottare un progetto, a dire “questo deve essere finanziato”?

«Il Bando di quest’anno è assolutamente una procedura inedita per definire i progetti finanziati.
In passato è stata fatta la valutazione di ogni singolo progetto. 
Le caratteristiche sulle quali ci siamo dimostrati più sensibili sono il numero di bambini aiutati, gli eventuali impatti positivi sul resto della comunità e l’autosostenibilità, ovvero se sono previsti nel progetto delle attività parallele generatrici di reddito. 
Privilegiamo inoltre progetti che abbiano già il coinvolgimento di altri enti o fondazioni finanziatori.
Parallelamente valutiamo molto attentamente i bilanci dell’Ente proponente e in particolar modo prestiamo molto attenzione alla percentuale di spesa per la gestione interna dell'associazione stessa e quella invece destinata effettivamente ai progetti benefici.   
Infine ci siamo sempre dimostrati sensibili nei confronti di progetti di carattere emergenziale, soprattutto quando sono a rischio vite umane».

Nutriamo il futuro prevede per i progetti da voi pre selezionati una fase di votazione on line, che decreterà i tre vincitori assoluti; oggi quanto è davvero importante coinvolgere attivamente le comunità nel processo di selezione, mediante voto sul Web, per dare spazio a progetti realmente condivisi ed adatti a soddisfare bisogni concreti?

«Riteniamo che il voto on line non sia solo una modalità di selezione dei progetti da finanziare ma anche un modo per dare visibilità agli stessi progetti candidati.
Abbiamo molto insistito con gli enti partecipanti affinché producessero materiali di comunicazione adatti all’ingaggio e alla condivisione tramite soprattutto i Social Network.
Abbiamo infatti assistito in questi anni in Italia ad un appiattimento a livello comunicativo da parte degli Enti del terzo settore che genera una pericolosa assuefazione nel pubblico ormai abituato ad un certo linguaggio e a stereotipate rappresentazioni del bisogno.
Ogni Ente ha i propri sostenitori che potenzialmente possono diventare una importantissima cassa di risonanza se dotati dei giusti strumenti e linguaggi. 
Così come il mondo profit si è ispirato in molti casi al terzo settore per dare alla sua comunicazione un tono più emotivo, così il mondo no-profit dovrebbe trovare espressioni più virali ed innovative per ingaggiare sempre più persone.
Se comunicato nel modo giusto, l’essere solidali diventa fonte di ispirazione ed emulazione».

La comunicazione è, oggi, fondamentale, però, a volte, è molto difficile seguire i progetti oltre le fasi di selezione e di premiazione, perché l’attenzione mediatica, soprattutto on line, è veloce e, sovente, c’è il rischio di perdere, poi, i risultati proiettati nella realtà sociale. Mentre è importante seguire le fasi evolutive degli interventi, vedere i margini di miglioramento e misurare la percezione effettiva del benessere apportato. Qual è il vostro pensiero in merito?

«Con il bando Nutriamo il Futuro alla fine finanzieremo 3 progetti. 
Subito daremo il 50% del finanziamento stabilito mentre il restante verrà riconosciuto alla prima rendicontazione.
Il nostro obiettivo è quello di verificare che i progetti che sosteniamo non rimangano solo su carta ma vengano realizzati. Questo aspetto costituisce una primaria responsabilità di Fondazione Mediolanum Onlus sia nei confronti del Gruppo Mediolanum, che sin dall’inizio ci fornisce mezzi e fondi, sia nei confronti dei numerosi donatori che ci hanno accordato nel tempo fiducia.
Ogni campagna di raccolta fondi (Sms solidale, iniziative natalizie e pasquali, eventi della Banca, etc) viene puntualmente rendicontata; ci facciamo carico di controllare in prima persona che quanto raccolto venga effettivamente speso per aiutare i bambini in difficoltà.
Non avendo progetti propri, Fondazione Mediolanum Onlus non può venire meno al suo ruolo di mediazione e controllo, per non tradire la fiducia dei suoi sostenitori».

Qual è il valore socio economico, a livello concreto e misurabile, che una Fondazione ha nel contemporaneo per il benessere delle comunità sociali?

«Aiutare i bambini di oggi che vivono situazioni di grave disagio, ci porterà in futuro ad avere meno costi sociali che gravino sulla collettività.
Un bambino a cui viene data una formazione e un sistema di valori a cui fare riferimento, domani non sarà un pericolo e un costo sociale per la società. 
Un bambino curato correttamente oggi, non avrà problemi di salute da grande. 
Per apprezzare gli effetti di quanto facciamo oggi, basta solo aspettare un po’ di tempo.
 Ad esempio uno dei bambini di strada, che abbiamo aiutato il finanziamento di un progetto di accoglienza a Nairobi in Kenya nel 2005, è andato all’Università e adesso lavora per un’importante Banca d’affari del suo Paese. 
Ed esempi come questo ne potremmo fare a decine».

Come vedete il futuro prossimo e quali sono, secondo la vostra esperienza diretta, le politiche di intervento necessarie ed urgenti che tutti gli Stati dovrebbero adottare affinché tutti i bambini di oggi possano essere domani adulti liberi?

«Per noi, ogni Paese dovrebbe puntare sull’educazione per crescere e avere una società giusta e prospera.
Solo dando ai bambini i giusti strumenti educativi e culturali per pensare autonomamente e decidere un domani del proprio futuro, si avranno individui liberi e in grado di far crescere la società ella quale vivono». 








B. Saccagno