lunedì 21 luglio 2014

Crowdfunding




Sino a pochi anni fa in Italia il Crowd funding era praticamente sconosciuto, oggi, invece, sta diventando una realtà capace di offrire infinite opportunità per mettere in circolo idee e connessioni senza limiti. Il fenomeno è in crescita esponenziale e sta attraversando una nuova fase di specializzazione settoriale che gli permette di raggiungere un numero sempre più vasto di utenti targettizzando il servizio per campi specifici di azione.

What is it?

Letteralmente si può tradurre in “finanziamento da parte della ‘folla’”, o meglio sistema di finanziamento collettivo[1] che segue una logica compartecipata bottom up.

Il sistema si basa su un procedimento semplice quanto efficace che si avvale delle enormi potenzialità del Web: attraverso dei portali dedicati è possibile far circolare idee e progetti alla ricerca di micro finanziamenti per reperire il capitale necessario per una start up o per la realizzazione effettiva del progetto, superando le difficoltà e le rigidità che si incontrano nei tradizionali canali di finanziamento.

In pratica per realizzare un’idea servono dei fondi e per raggiungere il risultato ci si avvale della compartecipazione di un vasto numero di piccoli “finanziatori” che condividono e credono nel progetto scegliendo di sostenerlo anche con quote irrisorie, a partire da pochi Euro. Ma la presenza di un vasto numero di persone, coinvolte direttamente, dà la possibilità di raggiungere risultati importanti.

Il Crowd funding ha come ulteriore elemento distintivo, come si è detto, internet, la rete Web,che offre a tutti l’opportunità di poter “mettere in vetrina” le idee; attraverso un circuito ben oliato e conosciuto si può promuovere i propri progetti in modo ottimale, avendo la chance di raggiungere un potenziale pressoché infinito di micro finanziatori, avvalendosi di un processo virale[2] di compartecipazione che è, oggi, quasi un bisogno primario dell’uomo sociale contemporaneo.

Si tratta di un vero e proprio sistema di micro finanza che non si ferma solo alla raccolta fondi ma coinvolge direttamente le persone, che diventano parte attiva di un progetto che conoscono, apprezzano e condividono e che sentono proprio, per questo possono diffonderlo direttamente amplificando la cassa di risonanza comunicativa.

Risposta ad un bisogno sociale

Il successo di questo tipo di finanziamento è dovuta anche alla sua capacità di rispondere ad un bisogno sociale contemporaneo: compartecipare attivamente, sentendosi parte in causa di un processo positivo.

Qui, infatti, si ricercano “finanziatori” consapevoli, a conoscenza del progetto e del suo percorso di crescita.
L’esserne parte significa assumersi, seppure con i dovuti limiti, la responsabilità del suo successo, che è visibile e trasparente, è “tangibile”.

Che sia uno strumento in grado di rispondere alle nuove esigenze dell’economia contemporanea si legge anche dai dati pubblicati dal Sole24Ore[3] (analisi pubblicata on line a novembre dello scorso anno), a fine 2012 le piattaforme attive in Italia erano 16 con altre in fase di definizione, non poco visto il ritardo cronico del nostro paese in materia di innovazione digitale.

Interessante è anche il dato che riguarda i progetti (sempre in riferimento all’analisi del Sole24Ore), alla diverse piattaforme ne sono stati inviati ben 35.000 e selezionati, per la pubblicazione, 9.000[4], numeri enormi che testimoniano quanto oggi sia ritenuto uno strumento essenziale ed utile per mettere in pista i propri progetti.

Crescono gli utenti e si amplia il range, se prima erano essenzialmente progetti culturali e sociali indipendenti oggi anche le istituzioni più tradizionali si rivolgono alle piattaforme di crowdfounding, esemplare la campagna di raccolta fondi per la ricostruzione della Cittàdella Scienza di Napoli[5], oppure declinano su misura il concetto intrinseco per sostenere le proprie attività, le proprie collezioni o i restauri attraverso la partecipazione attiva degli utenti[6].

Anche le banche, oggi, sono entrate a far parte del sistema, segno del suo consolidato peso specifico per la ricerca di finanziamenti[7].

Criticità

Naturalmente non è tutto oro quel che luccica, pur avendo un ampio margine di sviluppo e un target di utilizzatori in trend crescente ci sono ancora lacune che andrebbero, o andranno, colmate per arrivare ad affinare in modo ottimale il servizio offerto.

In Italia, per esempio, manca ancora una normativa chiara che regoli il sistema: si fa riferimento al decreto [8], convertito in legge “Decreto Crescita 2.0” ,che affronta una materia eterogenea, vasta e complessa che riunisce in un unico testo una serie di tematiche molto differenti fra loro, ma non c’è una legge specificatamente dedicata al crowdfounding. Servono regole chiare e condivise che sostengano lo sviluppo di un organismo competitivo ed efficiente per facilitare l’accesso ai finanziamenti per idee e progetti innovativi .


A questo possiamo aggiungere il digital divide che ancora grava come un macigno sulla competitività del nostro paese.

Il Web è un enorme risorsa e una carta vincente se utilizzata nella maniera giusta, purtroppo non esiste una politica chiara a sostegno di una digitalizzazione efficace della nazione in ottica economica, culturale e sociale.

Ma il gap è anche culturale, manca ancora in trasversale la conoscenza piena dello strumento e, quindi, la capacità di utilizzarlo appieno ed in modo ottimale. Spesso si pensa basti inserire il progetto e lasciarlo vegetare mentre è proprio la connessione diretta tra progettista e finanziatori a creare il movimento attivo per sviluppare l’effetto buzz generato dall’interesse e dall’appoggio condiviso di un’idea.

Arrivare al successo, anche partendo da zero, è possibile solo se ci sono strategie di sviluppo ben chiare e si lavora in trasparenza per coinvolgere i micro finanziatori in un processo compartecipato.

La trasparenza è un elemento necessario lungo tutto il percorso, così come la puntualità nel seguire le crono tabelle annunciate e il mantenimento del legame con il proprio pubblico di sostenitori, la “fidelizzazione”, durante tutte le fasi progettuali e oltre[9].

Gli esempi di successo dimostrano proprio questo, purtroppo latita un vero e proficuo spazio comune di dialogo e di promozione efficace delle best pratice, la “rete”, tanto invocata per aumentare il potenziale progettuale, spesso rimane sulla carta invece di trasformarsi in valore aggiunto, culturale ed economico, da spendere per l’innovazione e per generare un circuito economico virtuoso a micro e macro livelli trasversali.















B. Saccagno

Biblio linkografia







[1] Il crowdfunding (il cui significato letterale è quello di “finanziamento collettivo”) si basa su un piccolo contributo economico fornito, singolarmente, da un largo numero di individui provenienti da tutto il mondo per finanziare, con una somma stabilita in anticipo, un progetto”, tratto da Rete Forum, la community del sistema camerale, http://www.reteforum.it/index.php?option=articolo&categoria=7&id=358
[2] Marketing virale: l’utilizzo dei social network, attraverso un semplice sistema di buzz, di passa parola virtuale, per la promozione e lo sviluppo di un brand o di un prodotto
[3] Analisi delle Piattaforme diCrowfunding italiane, Daniela Castrataro, Ivana Pais, Il Sole24Ore, Novembre 2012 
[4] Vedi supra nota 3
[5] Il 04 marzo 2013 un terribile incendio ha devastato la Città della Scienza di Napoli, per riuscire a rimettere in attività un centro di aggregazione e di conoscenza così importante è stata immediatamente sottoscritta una raccolta fondi partecipativa che ha avuto un grande successo. http://www.cittadellascienza.it/notizie/ricostruiamo-citta-della-scienza/
[6] Ad esempio la campagna “Adotta unaGuglia” del Duomo di Milano, o il successo ottenuto da Palazzo Madama a Torino per l’acquisto del servizio in porcellana della Collezione Tapparelli d’Azeglio 
[7] Ad esempio il caso di Terzo Valore diBanca Prossima, piattaforma di crowdfunding per il terzo settore creata da due banche in partnership, vedi Due banche si uniscono e nasce ilcrowdfunding sociale, di A. Spetrino, in Crowdfundingo.it 
[8] Decreto Crescita 2.0, D.L. 179/18.10.2012 (G.U. 18.12.2012), convertito in Legge 221/17.12.2012 (G.U. 18.12.2012)

[9] Con ilcrowdfunding massima serietà, di A. Spetrino, in Crowdfundingo.it