martedì 3 marzo 2015

Energia dai pomodori, dalle patate, dai limoni





Dopo aver sperimentato la capacità di generare energia dei limoni e delle patate, l’artista Luciano Maciotta ha provato a testare se anche i pomidoro hanno le stesse proprietà.


Con un semplice esperimento, eseguito nel suo laboratorio di Monza, ha creato un sistema acelle, simile a quello voltiano a corona di tazze, per misurare quanta corrente si può produrre.


Guarda il video 



Occorrente per l’esperimento:

Pomidoro:

Bicchieri Plastica
Una scatola di pomidoro pelati da 400 gr.
1 Led rosso
Due Elettrodi (Rame e Zinco)
Fili elettrici di Collegamento
1 Tester digitale

Patate e Limoni:

1 Led Rosso
Due Elettrodi (Rame e Zinco)
Fili elettrici di Collegamento
1 Tester digitale

Esperimento:


Ogni bicchiere è una cella che contiene due elettrodi, uno di rame ed uno di zinco, e della polpa di pomidoro, ogni cella è collegata in serie all’altra da fili elettrici, come nel sistema a corona di tazze voltiana.

Idem con patate e limoni, in   questo caso gli elettrodi sono inseriti direttamente nella polpa.

Le 4 celle alimentano 1 LED rosso.

Prima di collegare il LED è stata misurata con un Tester digitale la tensione prodotta dalle tazze, è risultato essercene 3,87 Volt, perché la soluzione acida contenuta nella polpa dei pomidoro sviluppa una reazione elettrochimica secondo il Principio di Volta, da lui scoperto nel 1800.

È possibile concludere che i pomidoro, così come patate e limoni, generano energia elettrica.

Considerato che c’è energia, le 4 celle sono state collegate direttamente ad 1 LED di colore rosso.

Il LED si accende.

Quanta corrente passa?

Per capirlo è stata effettuata una misurazione con il Tester digitale: ne risultano 0,65 mA (milliampere), che andrà lentamente a ridursi fino ad arrivare a zero quando sarà cessata l’energia elettrica prodotta dai pomidoro.

Il LED è rimasto acceso senza interruzione per più di 100 ore.

Naturalmente non è più possibile riutilizzare la polpa di pomidoro dopo l’esperimento, questa deve essere correttamente smaltita.


Considerazioni:

Energia dalla Terra: limoni, patate e pomodori elettrici

Nel contesto attuale associare della materia vivente (frutta e ortaggi) a del materiale inerte (ad es. due metalli come rame e zinco) per produrre elettricità si può considerare un’opportunità straordinaria.

I due elettrodi di metallo vengono utilizzati per raccogliere la corrente prodotta dalla reazione elettrochimica, mentre l’elettrolita è la soluzione acquosa degli acidi che si trovano in ogni frutto e verdura.

L’idea è interessante a livello concettuale, ma non solo.

Le batterie “naturali”, così chiamate proprio per l’utilizzo di vegetali per produrre elettricità, presentano due limiti: il deperimento fisico (frutta e verdura hanno un ciclo vitale ben delimitato che li porta in tempi brevi alla marcescenza); la portata limitata dell’energia disponibile che producono.

Questa seconda affermazione però, grazie alla crescente diffusione di utenze elettriche ed elettroniche a maggiore efficienza e quindi a basso consumo (come, ad esempio, i LED, ma più in generale tutta l’elettronica – es. lampadine a basso consumo, etc -), può favorire una riconsiderazione del problema dei “limiti” oggettivi delle batterie “naturali” e ripensare, grazie anche alle continue e costanti innovazioni dedicate al risparmio energetico e ad una sempre maggiore attenzione alla riduzione dei consumi, alla possibilità di un loro utilizzo per determinate applicazioni progettate per un uso più ampio delle batterie “naturali”, oltre i confini della didattica o del semplice hobby.

Sotto il profilo energetico le prove eseguite nel mio laboratorio mostrano che due sono i fattori di primaria importanza: il frutto; come viene utilizzato nel processo.

Ad esempio, con la patata bollita si ottengono quantità di energia superiori di 10 volte a quella ottenuta dai limoni utilizzati al naturale.

Ho potuto constatare, inoltre, che se si inserisce sull’elettrodo di rame un strato di sostanza depolarizzante (che assorbe l’idrogeno che si sviluppa in forma gassosa sull’elettrodo) è possibile aumentare di 7-8 volte l’energia prodotta dai limoni usati al naturale senza depolarizzante.

Le prove sui pomidoro in polpa mostrano che l’energia prodotta aumenta di 3-4 volte rispetto a quella ottenuta con l’impiego dei frutti al naturale.

L’energia prodotta in tutte queste prove (da 2 a 20 mAh) naturalmente è ancora decisamente inferiore a quella prodotta dalle tradizionali batterie commerciali, per fare un esempio: una piccola batteria da orologio, del diametro 10 mm, possiede un’energia di 170 mAh.

Ma sicuramente se le industrie si dedicassero alla ricerca e alla sperimentazione in questo campo le batterie “naturali” potrebbero diventare un’alternativa, almeno per alcuni settori e per certe applicazioni, alle batterie commerciali.

E potrebbe certo essere un bel risultato per l’uomo e l’ambiente.


Approfondimenti



Energia dai Limoni. Ennio Bertrand e la ricerca artistica sull’energia solare, di E. Pagni, in Architettura Sostenibile, 21/04/2010 http://www.architetturaecosostenibile.it/curiosita/varie/energia-limoni-ennio-bertrand-arte-sole-037.html

Installazione dell’americano  Amos Letteier  con patate crude, Portland (Oregon), 2000 http://latteier.com/potato

Where there a potato, there could be light, di G. K. Hoffman, in Israel 21C, 20/09/2010, http://www.israel21c.org/environment/where-theres-a-potato-there-could-be-light/

The israeli potato battery,  in New Energy News, di J. Dacey, 16/01/2011, http://newenergynews.blogspot.it/2011/01/israeli-potato-battery.html

Pomme de  parterre, installazione realizzata da   MoiMoi Design’s Angela Iarocci and Claire Ironside and David K. Ross, e con Peter Flemming, Garrett Pittenger e Ted Kesik, in occasione del International Garden Festival Jardin de Metis, Quebec (Canada), 2007, http://www.inferstructure.net/Pomme-de-parterre

 Capri battery,  installazione realizzata da Joseph Beuys , http://www.wikiart.org/en/joseph-beuys/capri-battery-1985-1

Come produrre energia elettrica, di A. De Simone, in Ideegreen, http://www.ideegreen.it/come-produrre-energia-elettrica-248.html



Luciano Maciotta











Barbara Saccagno